Stampa e Produzione

Simulazione di Quadricromia

By Gennaio 18, 2021 Gennaio 27th, 2021 Nessun commento
prove di quadricromia
Riassunto dei contenuti
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    Se pensiamo ad un soggetto fotografico, dovremmo affidarci alla tecnica CMYK o quadricromia per poterlo rappresentare su un qualsiasi supporto, tessuto compreso.

    Lavorare in quadricromia presuppone un certo grado di conoscenza dei profili colore, di come gli inchiostri funzionano nella loro combinazione e come possono generare un numero di tinte intermedie sufficiente a coprire la maggior parte delle tonalità cromatiche mantenendo un numero limitato di telai.

    La quadricromia è il metodo con cui si realizzano stampe con aspetto fotografico, ma non è il solo modo per rappresentare fotograficamente una stampa.

    Parliamo della cosiddetta simulazione di quadricromia, una tecnica di stampa che alcuni chiamano, policromia, termine però non propriamente corretto, in quanto una policromia altro non è che una stampa con molti colori.

    La simulazione di quadricromia

    Nello specifico, utilizza più o meno gli stessi principi della quadricromia, ma sfruttando le tinte coprenti, da barattolo per intenderci, e permette di ottenere diverse combinazioni cromatiche utilizzando il sistema wet-on-wet o, detto in italiano, bagnato su bagnato.

    Stampando i vari colori con una sequenza precisa con la tecnica bagnato su bagnato è possibile ricreare miscele di tinte quasi come se stessimo stampando in quadricromia ,con un aspetto meno realistico, ma decisamente molto efficace e di grande effetto anche e soprattutto su fondi scuri.

    Cosa c'è da sapere

    Ci sarebbe davvero un' infinità di argomenti su questa tecnica di stampa, spesso presa molto sottogamba dai meno esperti: qui possiamo dire che la simulazione di quadricromia richiede una grande padronanza della meccanica degli inchiostri, della combinazione delle densità che si costruiscono nella selezione colori in relazione al tipo di filato del telaio che si utilizzerà, del tipo di retino che si andrà ad applicare e della risoluzione dello stesso in termini di LPI (linee per pollice).

    Non ultimo i metodo e la regolarità di stampa, la sequenza dei colori e le impostazioni relative a pressione, velocità, inclinazione della racla, racla che dovrà essere scelta in funzione della sua durezza e tipologia.

    Qualcosa da non sottovalutare

    Inoltre anche i parametri di inclinazione dei retini sono completamente diversi rispetto a quelli dalla quadricromia classica, dove ogni colore ha una sua specifica inclinazione: qui le inclinazioni devono essere uguali per tutti i colori, per compensare la scarsa se non assente trasparenza dei colori e far sì che si possano comunque miscelare per creare quelle tinte intermedie che sono caratteristiche della stampa in quadricromia.

    Il bianco e la sua funzione

    In questa tecnica, più che in qualsiasi altra, gioca un ruolo davvero fondamentale la costruzione del bianco di fondo.

    C'è una notevole differenza tra un fondo bianco e un bianco di fondo: un bianco ben strutturato e calibrato è fondamentale per un risultato in stampa di qualità, cromaticamente fedele e con un aspetto quasi tridimensionale.

    Un bianco di fondo ad effetto fotografico farà in modo che i vari colori sovrastampati possano lavorare in modo equilibrato, sia sfruttandone la presenza del bianco di stampa nelle sue varie densità, sia del colore del fondo del supporto che si sta stampando.

    Come funzionano i colori in stampa

    Voglio semplificare perché questo concetto ti possa arrivare in modo chiaro ed inequivocabile: se volessi realizzare un colore rosa carne, dovresti utilizzare in percentuali bilanciate un bianco, un rosso, un giallo e probabilmente del nero per opacizzare leggermente la tinta, metter il tutto dentro un barattolo e mischiare finchè non si ottenga una tinta omogenea.

    Bene, la stessa cosa più o meno accade nella stampa in simulazione di quadricromia: stampando un bianco di fondo bilanciato (retinato) su un fondo nero, si genera in automatico una scala di grigi; sovrastampando il rosso prima e il giallo poi bagnato su bagnato, questi due colori genereranno un arancione che interferendo con il bianco di stampa e il nero di fondo daranno vita ad una sorta di rosa carne, passando per la scala cromatica dei rossi e dei marroni, spesso non in modo realistico, ma comunque molto verosimile ed efficace se letto, ad esempio, su una t-shirt nera.

    La mano di stampa

    Inoltre in più la stampa avrà il grandissimo vantaggio di restituire una stampa dai colori molto vivaci e una mano molto morbida, proprio grazie alla tecnica bagnato su bagnato dei colori successivi al bianco di fondo. Bianco di fondo che verrà necessariamente asciugato in fase intermedia.

    Un bianco anche alla fine del processo

    La stampa poi di un ultimo bianco calibrato, un bianco luci per intenderci, darà alla stampa quelle correzioni in termini di bilanciamento dei colori, smorzandoli o correggendoli nelle dominanti farà la differenza sugli effetti di chiaroscuro evidenziando i punti luce e dando maggior risalto al soggetto.

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